G. Zappitello, Antologia filosofica, G. D'Anna. Quaderno terzo/3,
I critici del razionalismo. Capitolo Sette, Nietzsche.
19) Nietzsche. Razze superiori e inferiori.
Se per tanti anni Nietzsche  stato accusato di essere un
precursore del nazismo qualche motivo ci doveva pur essere stato.
Questa lettura vuole dimostrare che appunto qualche motivo c'
stato.
F. Nietzsche, Genealogia della morale (vedi manuale pagine 186-
191).

 In latino, malus (al quale metto accanto mlas) potrebbe essere
designato l'uomo volgare, in quanto individuo dal colore scuro,
soprattutto nero di capelli (hic niger est ), l'autoctono
preariano del suolo italico, che per il colore della pelle si
distaccava, con la massima evidenza, dalla bionda razza dominante,
cio quella ariana dei conquistatori: il gaelico mi ha quanto meno
offerto il caso esattamente corrispondente -fin (per esempio nel
nome Fin-Gal), il termine distintivo dell'aristocrazia e infine il
buono, nobile, puro, originariamente la testa bionda in antitesi
agli scuri abitanti primevi dai capelli neri. I Celti, sia detto
incidentalmente, erano senz'altro una razza bionda; si cade in
errore se si mette in relazione a una qualche origine celtica o a
una qualche mescolanza di sangue - come fa ancora Virchow - quelle
zone di una popolazione completamente nera di capelli che si
possono osservare sulle pi accurate carte etnografiche della
Germania:  piuttosto la popolazione tedesca preariana a
predominare in quei luoghi. (La stessa cosa vale all'incirca per
l'intera Europa: in sostanza, la razza sottomessa ha finito per
riprendere qui il sopravvento, con il suo colore, la forma larga
del cranio e forse perfino con i suoi istinti intellettuali e
sociali: chi ci garantisce che la moderna democrazia, l'ancor pi
moderno anarchismo, e specialmente quella tendenza alla commune,
alla forma pi primitiva di societ, che  oggi comune a tutti i
socialisti d'Europa, non debba significare essenzialmente un
enorme contraccolpo - e che la razza dei conquistatori e dei
signori, quella degli ariani, non sia per soccombere anche
fisiologicamente?...).
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1976, volume
venticinquesimo, pagine 338-339.
